Gli errori si pagano

Gli errori si pagano

Quando il barman è più ubriaco del cliente, è allora che si fa la Storia e si lascia davvero il segno. Come sono andate veramente le cose quella volta, dentro l'happy hour.

3 Marzo 2009

E per la precisione dai dieci ai quindici euro, si pagano, a volte pure senza una miseria di stuzzichini da accompagnare, come non manca mai ti sottolineare — dati alla mano — Gionni Braschi (scritto proprio così, all'anagrafe di Milano Bovisa), esperto di apericene a scrocco nel Quadrilatero della Moda. «Vivere, vivere costa la metà un cazzo», aggiunge ogni volta il Gionni, polemicamente citando quel poeta emiliano che l'happy hour lo faceva a lambrusco, rose e popcorn.

Comunque, al di là delle mere questioni economiche di noi poveraggi che l'Aperol si compra alla Coop. Pensa come stava messo quello, caro utente alcolista anonimo. Quello che ha inventato il Negroni sbagliato.

E prima di continuare ci volevo precisare che il Negroni è una roba che non ha niente a che vedere coi negri. A testimonianza di questo, il fatto che ci piace anche a quelli della Lega. Anzi, sentir i discorsi che fanno, mi sa che ci piace pure troppo, il Negroni, a quelli della Lega.

La Lega sarebbe della gente che usa pulirsi il culo con le bandiere. Ma d'altronde, gnuno ha le sue perversioni, dice mia nonna (e poi con quel che costa la carta igienica al giorno d'oggi).

Ma non divaghiamo. Si diceva: pensa quanti Negroni giusti doveva aver bevuto prima, dico. Quello. Per scambiar la bottiglia del gin con quella dello spumante.

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