Con un leggero scarto temporale (chiamiamolo prospettiva) ecco le 100 canzoni che ci son piaciute di più (a Spineless) nel 2025, in un podcast mixato: poco più di sei ore di musica ininterrotta fatte di conferme, sorprese e fissazioni durate più del previsto.
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Ecco cosa succederebbe se i videogiochi anni 2000 facessero dischi: come in un JRPG mai uscito, tra pixel emotivi, beat e nostalgia, ecco i Purity Ring che fanno i Purity Ring.
Tra riff pitoneschi, chitarre squamate, voci biforcute e battiti a sonagli, Private Music completa la minima fauna necessaria per imbastire il gioco d'azzardo preferito dai Deftones.
Un lettera aperta a Isacco Newton per raccontargli che la dinamica non si esaurisce in una qualche interazione di forze. Tipo la deriva esponenziale dei commenti a un post.
Nell'ultimo (speriamo) capolavoro di Lars Von Trier Maria Antonietta, Serge Gainsbourg e Donald Sutherland, con i loro gravi problemi in famiglia, si preparano alla fine del mondo. Previsto brutto tempo.
Dichiararsi ma con cautela. Incertezza finché morte non ci separi. Senza impegno, come nelle televendite, quelle di Giorgio Mastrota.
Il quarto disco dei Black Mountain è un lavoro visionariamento confuso come un mercatino delle pulci: una camicia di jeans della Standa, il casco di Giacomo Agostini e molta altra carne al fuoco.
Oliver Ackermann tiene sottocontrollo le sue crisi di astinenza da pedal junkie con il disco più accessibile del catalogo degli A Place To Bury Strangers. Si fa per dire, ovviamente.
Tragedia al Santiago Bernabeu, ovvero il primo LEGO non si scorda mai. Soprattutto se te lo distruggono la sera della finale dei mondiali.
Di come tutta la serie di sfighe della tua vita può comunque non farti passare la voglia di ricostruire sorrisi: i tuoi e quelli di chi ti ascolta. Chiedete a Mark Oliver Everett.
Una recensione da poltrona della parrucchiera su quel film di Steven Shainberg che dovrebbe essere un ritratto immaginario di Diane Arbus e invece si perde in una intricatissima foresta di pelo.
Un antipsicotico a base di Gengahr, per superare le indecisioni di una stagione lunatica come la vita e trattenere il fiato in attesa di un meteo se non proprio più indulgente, almeno più prevedibile.
Simmetrie e asimmetrie di un Carnevale a metà. Geometria in due e tre dimensioni ripartire senza ripetersi né scontentare nessuno. Ovvero gli Arcade Fire al Firenze Summer Festival.
Music discovery. Contro le playlist automatizzate e il logorio degli algoritmi moderni.
Pillole musicali del giorno prima, di quello attuale, del giorno dopo. Senza prescrizione.