Con un leggero scarto temporale (chiamiamolo prospettiva) ecco le 100 canzoni che ci son piaciute di più (a Spineless) nel 2025, in un podcast mixato: poco più di sei ore di musica ininterrotta fatte di conferme, sorprese e fissazioni durate più del previsto.
28 Febbraio 2026
Ci son due tipi di critici musicali wannabe: quelli che droppano (si dice così, ora, tra i giovani wannabe, giusto?) il loro Best Of a fine novembre (massimo inizio dicembre), quando l'anno in corso si sta stiracchiando e sbadiglia sonnacchioso come un gatto che ancora non si è preso la briga di tirar giù l'albero di Natale appena decorato — e quelli che aspettano fino a marzo, quando il cadavere è ormai freddo, l'autopsia archiviata e un nemmeno troppo sottile strato di polvere si è adagiato sulla lapide recante il commovente epitaffio:
Qui giace il 2025, un altro compagno sacrificato sull'altare delle playlist editoriali.
Io — orgogliosamente, irresponsabilmente, magnificamente — non faccio parte, sulla carta (ovvero nella mia testa), di nessuna delle due categorie, ma finisco irreparabilmente nella seconda. Per cause di forza maggiore. Per una questione di priorità. Perché così va la vita.
Potrei vendere il fatto (e lo faccio, soprattutto a me stesso) come l'eterna lotta tra un atto di negligenza e una forma di devozione. Inquadrarlo nei confini di un qualche rigore antropologico che vorrebbe prendersi il tempo di vedere quali canzoni sono effettivamente riuscite a maturare, sopravvivendo alla mia stessa soglia di attenzione oltre a quella (notoriamente ridicola) dell'algoritmo. Dissertare su quanto il concetto di ritardo possa sfumare in un fisiologico bisogno di indugiare, per il bene di tutti. Ma sarebbero una fracca di cazzate.
E allora eccoci qua, alle porte di una sedicente primavera e alle prese con i postumi di un anno quasi postumo, in quel momento morto in cui il centro culturale della conversazione si è già spostato per l'ennesima volta nel punto più basso della conca, ovvero quello in cui ci si infervora a discutere se le chitarre siano davvero tornate (di nuovo), se l'intelligenza artificiale possa provare delle emozioni (fatevene una ragione — non può), se quella band che suona esattamente come suonava nel 2004 abbia reinventato l'indie-rock (difficile), se il post-punk si sia finalmente deciso a smettere di fare cosplay col 1979 (perché dovrebbe?).
Come ogni anno, la precisazione è d'obbligo, anche se scontata: queste non sono le 100 migliori canzoni del 2025 tra le millemila che sono uscite ogni venerdì (molte delle quali non ce l'hanno fatta ad arrivare al lunedì successivo, ma questa è un'altra storia) — sono le mie 100 migliori canzoni del 2025. Le 100 migliori canzoni (oggi, almeno — domani potrebbero essere altre 100) tra quelle che ho ascoltato, processato, metabolizzato.
È la mia mappa personale, non l'intero territorio. Un'ossessione filtrata, non un canone definitivo. E va bene così. Una lista onnicomprensiva avrebbe richiesto uno stuolo di cloni, una migliore igiene del sonno e almeno un paio di assistenti laureate in Bandcamp. Per cosa, poi? Una mania di completezza? Ecco come stanno le cose: la completezza è una roba da museo. Questo è solo un diario, senza troppe certezze, ma con degli ottimi ritornelli. Perché le certezze raramente vanno d'accordo con il buon gusto, mentre i ritornelli giusti al momento giusto fanno sempre la loro porca figura.
E siccome mi piace trovare conforto nei numeri convincendomi che siano la miglior (se non l'unica) espressione della realtà, ecco la silhouette dell'opera di cui sopra, contornata da (in)discutibili percentuali:
Dentro, ci sono santi che non sono santi. Spiagge che non sono spiagge. Un sacco di animali: colombe, calamari, buffi marsupiali australiani e un lupo che alla ricerca di Cappuccetto Rosso è finito per sbaglio nel Paese delle Meraviglie. C'è la cantante di gruppo post-punk piuttosto famoso mixata in un derby fratricida con la batterista dello stesso gruppo post-punk piuttosto famoso — così magari la smettono con questo vizio dei progetti solisti. Una tizia che si chiama come un membro della famiglia Addams compare addirittura due volte: da sola e in compagnia. E poi stazioni meterelogiche, spazzatura da non buttare, ricette per colazioni alla giapponese e tutto lo spettro dei sentimenti, degli stati d'animo o condizioni psico-fisiche (vergogna, dispiacere, fino a un alcolismo a dir poco invalidante).
Non guardate la durata. Questa non è una lista organizzata come un countdown gerarchico, è una specie di organismo vivente che evolve con lentezza. Nel frattempo potete traslocare nell'altro emisfero, pulire casa con cura maniacale, dubitare del capitalismo, iniziare a innamorarvi, smettere di innamorarvi, scrivere a qualcuno, pentirvi di aver scritto a qualcuno, o semplicemente invecchiare in real time mentre le tracce vi si snocciolano davanti una dopo l'altra come un rosario pagano di madonne messe in fila da un Mario Cioni qualunque.
Non abbiate fretta. Sono canzoni che hanno aspettato un anno (e un po') per arrivare a questo momento, potete permettervi di regalar loro un pomeriggio. Sono sopravvissute al 2025, possono sopravvivere qualunque strategia sceglierete per ascoltarle. E tutto il tempo che ci metterete.